Questa è una storia normale. Il racconto di una idea diventata realtà, in cui la fatica è stata direttamente proporzionale alla quantità di ricordi felici che ancora custodiamo con cura. La storia di un viaggio iniziato nel 2016, in una regione del sud, e non ancora finito. La storia di vite che si intrecciano nel tempo, e destinate a scrivere le pagine di un libro dedicato alla ricerca della consapevolezza del mondo che ci circonda e di tutte le dimensioni della vita. Una storia semplice, fatta di esperienze umane interconnesse all’ambiente naturale, in cui il rumore e le distrazioni del mondo esterno non ammutoliscono il suono del mondo interno. Un viaggio fatto a piedi, attraverso boschi e foreste, in cui abbiamo imparato ad apprezzare i ritmi lenti del trascorrere dei giorni, che ci hanno permesso di osservare con curiosità il lato primitivo della natura, scoprendo il significato delle sue forme e della sua irrazionalità.

Nel 2016, intorno aprile, dopo aver girato spesso a piedi tra i Trebulani e la Catena del Matese, facendo trekking fotografico amatoriale, decidemmo di creare una pagina web dove condividere il consistente materiale fotografico raccolto. Fu un lavoro lungo, lento, e soprattutto improvvisato. Non avevamo una vera pianificazione, e per lo più ci piaceva l’idea di mostrare gli scenari spettacolari che la natura dei nostri luoghi sapeva offrici. Non eravamo pionieri, né si trattava di terre inesplorate o di frontiera. Erano i boschi intorno casa, per lo più sulle colline del casertano. Per noi era invece l’occasione di immaginarci in terre lontane e selvagge, pericolose e che ci avrebbero costretti a sudare per uscirne intatti. La fantasia, quando non è costretta in un angolo del cervello, compressa dalla logica del mondo esterno, dà vita ai sogni letti tra le pagine degli scrittori d’avventure del passato e dei giorni nostri. Da Stevenson a Bonatti.

Tutto ciò contribuì a galvanizzarci e di lì a qualche settimana iniziammo a programmare il nostro primo grande viaggio. Sarebbe stato ad agosto e subito decidemmo di misurarci con uno dei territori naturali più spettacolari del pianeta. Impreparati a qualsiasi grande impresa atletica, sia per preparazione fisica che per conoscenza del territorio, decidemmo di misurarci con le Dolomiti trentine. Ad agosto partimmo infatti per la Translagorai, un trekking di 5 giorni sulla catena dei Lagorai, tra Levico Terme ed il passo Rolle.

Il tempo allora iniziò a muoversi rapidamente, e senza accorgercene fummo già lì. Il passo affaticato dei primi giorni di cammino lasciò poco dopo spazio alla sensazione devastante di sentirsi in mezzo ad una vastità che ti ignora completamente. La natura, le montagne, attraverso loro grandezza umiliano il senso di arroganza che pone l’uomo di oggi di fronte ad esse. Ritrovarsi soli, minuscoli, davanti all’immensità del pianeta aiuta a ritrovare la propria dimensione nel mondo. Tornammo a casa ancora più convinti che quanto facevamo doveva esser maggiormente condiviso, sfruttando tutti i potenziali della comunicazione digitale, attraverso i social network. avventura. Decidemmo allora di dare un primo

ordine ai nostri lavori, crescendo come collettivo insieme ai tanti amici che iniziarono a dare risposta al nostro messaggio, poiché ancora oggi Hikers è l’occasione di vivere una scoperta all’insegna del rapporto tra uomo e natura, al fine di subirne il fascino e non poter farne a meno. Con i mesi ci attivammo creando un blog dove raccontavamo le nostre giornate e i nostri trekking, man mano più frequenti e più complessi, poi con un canale YouTube dove iniziammo a condividere qualche prima ripresa embrionale, poi ancora l’attivazione di una mailing list ed il lancio del nostro primo sito web. Su Instagram brand come Quechua, Decathlon, Kalenji ed altri siti web rilanciarono i nostri scatti.

Era chiaro che avevamo del potenziale, o che quanto meno quello che facevamo non interessava solo noi, ma tante altre persone avevano voglia di conoscerci. Decidemmo allora di organizzare una mostra fotografica e creare un momento comune in cui iniziare a raccontare la nostra storia. Una storia normale. Una storia scritta da giovani che scelgono di mettere uno zaino in spalla e sognare una rivoluzione in cui ogni ragazzo – milioni di ragazzi come scriveva Kerouac – inizi a vagare nei boschi.

Nulla però va sempre vele spiegate, lo insegna la vita di ognuno. Anche Hikers ha visto un momento in cui le forze del male hanno tentato di spegnere il fuoco, ed è stato grazie al collettivo che non si è chiusa definitivamente l’esperienza. La voglia di non far mancare il nostro messaggio, con una foto o un invito a continuare a camminare a piedi, insieme, tra foreste, laghi e fiumi, ci ha dato il tempo di ricaricare le batterie e, dopo un’estate del 2017 lasciata passare senza misurarci nuovamente con una sfida importante, ad ottobre di quell’anno siamo ripartiti ancora più carichi, spinti dall’entusiasmo dei nuovi compagni di strada che via via si accostavano ad assaporare il gusto delle nostre avventure.

Oggi, ad un anno da allora la nostra famiglia non ha smesso di crescere. Spingendoci oltre i nostri limiti, quelli imposti dall’asfissia della quotidianità, non abbiamo che le stelle da attraversare.
Ed ora rieccoci qui, lungo una nuova tappa di questo fantastico viaggio, ancora desiderosi di raccontarci e di stimolare il senso di wilderness che risiede in ognuno di noi, di voi, e che aspetta soltanto di esser risvegliato dal sapore di una nuova avventura.

Emanuele Repola

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