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Rinunciate agli schemi, ai codici di comportamento, ai consigli troppo sensati. Diffidate dai pacchetti preconfezionati di chi vi offre avventure su sentieri già tracciati.

Affidatevi invece alla strada. Affidatevi al vento. Affidatevi ad un cielo nuovo ogni volta che potete. Affidatevi agli incontri casuali del destino, agli imprevisti e alle sorprese dietro l’angolo.

Il tempo è un valore universale che tesse i fili delle nostre vite e raccoglie emozioni, sogni, passioni. Il tempo non torna e non lo si può comprare, eppure si può riempire di gioia senza confini, semplicemente con uno zaino, una tenda e la voglia di scoprire quanto il mondo intero abbia da offrire.

Arricchitevi di viaggi ed emozionatevi. La libertà è la vera felicità.

 

Seduto in un treno che mi accompagna in una nuova trasferta di lavoro, osservo questi vecchi appunti lasciati sul mio taccuino meno di una settimana fa. Sono pensieri raccolti nelle giornate in cui con Maria attraversavamo le coste occidentali e selvagge della Sicilia, mentre ci lasciavamo andare al piacere tutt’altro che effimero di un nuovo viaggio insieme.

Quel viaggio non poteva capitare in un periodo migliore. Siamo sempre presi dalla frenesia quotidiana, tra studi e lavoro, e non è sempre facile riuscire a coordinare le date, gli orari. Il tempo, appunto. In una stagione caratterizzata da una surreale pandemia, che supera spesso e volentieri la linea di frontiera tra la realtà e l’immaginazione, avevamo però preteso quella partenza. Avvertivamo entrambi il bisogno di affidarci nuovamente alla strada e così, tra una ricerca e l’altra, finimmo per decidere di non programmarci alcuna tappa fissa durante quelle giornate, potendo così assaporare il gusto e la libertà di poter decidere ogni giorno sotto quale cielo piazzare la nostra tenda.

L’impatto con quella partenza fu incredibilmente entusiasmante. Dal viaggio notturno in traghetto fino all’arrivo è stata l’attesa a caratterizzare ogni momento. L’attesa della scoperta è un fuoco che si alimenta a mano a mano che ci avviciniamo alla meta, eppure, è nello stesso viaggio che ci separa, che scopriamo la bellezza di tutte le cose. Una voce, uno sguardo, un sorriso, una parola. Qualunque cosa che abbia a che fare con i nostri sensi, durante un viaggio diventa potenza e meraviglia.

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Sull’isola eravamo come trottole impazzite. Innamorati di quell’atmosfera elettrica che si diffondeva nell’aria allo sguardo di paesaggi da cartolina. Avanzavamo da nord a sud, da est ad ovest, senza mappe, senza schemi logici, senza limiti chilometrici ma assecondavamo esclusivamente il nostro bisogno di confrontarci con un ambiente nuovo, lasciando che la bellezza si impadronisse di noi. Mari, montagne, colline morbide che si susseguivano tra campi di olivi e vigne piene.

Dal finestrino della nostra macchina il vento caldo che tirava da sud ci accarezzava e accelerava il flusso di pensieri. Iniziammo subito a sentirci parte di quell’isola, e gli incontri casuali che il destino ci offrì si rivelarono come tessere mancanti di un puzzle che ogni giorno portavamo al completamento. La strada è vita, la strada è il luogo in cui nomadi, vagabondi, ribelli, avventurieri, creativi, spensierati e scapigliati si incrociano. Un non luogo crocevia di spiriti affini che scelgono di smascherarsi delle etichette della società, per esser sé stessi, puri. Senza filtri.

Io e Maria ci liberammo ulteriormente dalla morsa dei codici di comportamento, seguendo semplicemente il vento che scompigliava i capelli e il moto ondoso del mare. Un mare fatto da migliaia di sfumature di azzurro che sembrava potevamo toccare una ad una. Tra gli spazi immensi e la crudeltà del deserto inoltre, mettemmo alla prova la nostra resistenza ed i limiti che il corpo ci indicava, ma mai spezzando l’entusiasmo del ritrovarci soli, in mezzo a tanta bellezza che pareva potesse imbarazzarci nella nostra condizione di piccoli esseri umani.

Se ci liberassimo delle catene e dai vincoli di un sistema fatto di lavoro-casa-morte, impareremo a godere del tempo come unica vera ricchezza su questa terra. È difficile accettare di rinunciare al sentiero già tracciato, così come è dura immaginare di deludere chi creda che per ognuno ci sia una sola strada da percorrere nella vita, ma se si ascoltasse la propria voce, nel silenzio assordante di un deserto, quelle difficoltà svanirebbero lasciando il posto ad una felicità senza confini. Una felicità legata a doppio filo alla libertà di muoverci in ogni direzione senza vincoli né divieti. La liberta di essere felici insieme nel mondo.

Nel corso di quei giorni divenimmo leggeri, assaporando alba e tramonto nel rispetto e nel silenzio, gonfiando il tempo catturando quei momenti che riuscivano a rallentarlo nel suo avanzare.

Il tempo è un valore universale che tesse i fili delle nostre vite e raccoglie emozioni, sogni, passioni. Il tempo non torna e non lo si può comprare, eppure si può riempire di gioia senza confini, semplicemente con uno zaino, una tenda e la voglia di scoprire quanto il mondo intero abbia da offrire.

Verso la fine di quelle giornate ci sedevamo faccia a faccia, e con il linguaggio dello sguardo riuscivamo a trasmettere tutte le emozioni che avevamo sentito. Divenne l’abitudine più sana che avessi mai avuto, ed il solo pensiero di un ritorno alla frenesia della quotidianità mi mandava in bestia. Si dice che occorra toccare il fondo per risalire verso la cima e così fu, poiché nei miei pensieri qualcosa iniziò a muoversi in quella direzione e chissà dove mi porteranno domani.

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Emanuele Repola

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