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Dal film Into the Wild.
“Non fissarti in un posto, muoviti, sii nomade, conquistati ogni giorno un nuovo orizzonte.”

Se sei incuriosito da questo articolo è perché avrai visto il film del 2007, diretto da Sean Penn, Into the wild, basato sul libro di John Krakauer, “Nelle terre estreme“. Non sbaglio quindi se immagino sappiate i protagonisti e le loro storie.

Partiamo allora da Ron, o meglio Ronald Franz. Un ottantenne che aveva dedicato la sua vita all’esercito americano. Una notte del 1957, mentre era in Giappone, la moglie e il figlio rimangono uccisi in un incidente stradale. Ron passa dal vuoto del whisky alla ricerca di una nuova vita, chiudendosi in una esistenza abitudinaria e bisognosa di equilibri.

L’incontro tra Alex e Ron ridesta un senso di paternità rimasto sotto traccia per lunghi anni, ma anche un senso di appartenenza alla vita, grazie a sfide che Chris gli pone.

Ecco la lettera

Ron, apprezzo sinceramente l’aiuto che mi hai dato e i momenti che abbiamo trascorso insieme. Spero che la nostra separazione non ti abbia depresso troppo. Potrebbe passare molto tempo prima di rivederci ma, ammesso che io superi l’affare Alaska tutto d’un pezzo, riceverai di sicuro mie notizie.

Vorrei ripeterti solo il consiglio che già ti diedi in passato, ovvero che secondo me dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita, cominciando con coraggio a fare cose che mai avresti pensato di fare o che mai hai osato. C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà non esiste niente di più devastante che un futuro certo.

Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura.

La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso.

Se vuoi avere di più dalla vita, Ron, devi liberarti della tua inclinazione alla sicurezza monotona e adottare uno stile più movimentato che al principio ti sembrerà folle, ma non appena ti ci sarai abituato ne assaporerai il pieno significato e l’incredibile bellezza.

Ti sbagli se credi che la gioia derivi soltanto o principalmente dalle relazioni umane. Il Signore l’ha disposta intorno a noi e in tutto ciò che possiamo sperimentare. Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un’esistenza non convenzionale.

La mia opinione è che non hai bisogno né di me né di nessun altro per portare questa gioia nella tua vita. È semplicemente lì che ti aspetta, che aspetta di essere afferrata, e tutto quello che devi fare è tendere la mano per prenderla.

Spero davvero, Ron, che non appena ti sarà possibile, lascerai Salton City, attaccherai una roulotte al camion e comincerai a goderti il grande lavoro che il Signore ha compiuto nell’ovest americano, vedrai cose, conoscerai gente, e ti insegneranno molto. Dovrai farlo in regime d’economia, niente motel, preparati da mangiare da solo e, come regola generale, spendi il meno possibile, perché così ti ritroverai ad apprezzare immensamente ogni cosa.

Spero che la prossima volta che ti vedrò sarai un uomo con una sfilza di nuove esperienze e avventure alle spalle. Non esitare o indugiare in scuse. Prendi e vai. Sarai felice di averlo fatto. Riguardati.

Alex.

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La figura di Chris è presente nell’immaginario collettivo di un’intera generazione. Una figura, la sua, che racchiude, al suo interno, ammirazione, critica, stima, coraggio, spirito di avventura, essenzialità, ricerca continua di risposte alle domande, che oggi, non colpiscono più questa stessa generazione, distratta e obbediente.

Ma il viaggio di Chris McCandelss, dentro e fuori Into the wild, iniziò come un gesto di ribellione contro il modo di vivere dei genitori? Avvertiva, forse, un complesso di inferiorità nei loro confronti? Oppure erano l’ordine e le regole della sua vita, preconfezionate, che egli non voleva seguire? Era un’aspirazione alla libertà, oppure una fuga?

Chris mette a nudo sé stesso, spogliandosi del superfluo, abbandonando ogni filo immaginario che lo lega al suo passato, scavando tuttavia all’interno della propria storia per individuare risposte alla sua irrequietezza. Chris, durante il suo viaggio, cambiò persino identità. Voleva dunque dimenticare o dimenticarsi? E chi era per lui Alexander Supertramp? Nuova vita o nuova possibilità?

Sean Penn, autore del film “Into the wild”, crede fermamente che Christofer, nel silenzio della natura severa e austera dell’Alaska, cercasse una completa purificazione spirituale. Ma sarebbe ancora più bello pensare che Christopher abbia dato pienamente ascolto alla sua voce più profonda, che abbia seguito la sua essenza, portando a compimento una missione tutta sua: arrivare in silenzio al punto più nascosto del vero Sé, per riscoprire, come di fatto avviene, il valore profondo della condivisione. Egli sceglie la natura selvaggia come luogo di prova, come palestra dello spirito, per misurare sé stesso e i “perché” della sua esistenza.

Il consiglio – che Cris da a Ron – è di apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita, cominciando con coraggio a fare cose che mai avrebbe immaginato di fare poiché, come lo stesso Chris scrive “Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura […] Non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso. C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà non esiste niente di più devastante che un futuro certo”. Consigli che oggi fanno tremare un vent’enne ma che fecero breccia nello spirito indurito di Ron.

Continua poi “Se vuoi avere di più dalla vita, Ron, devi liberarti della tua inclinazione alla sicurezza monotona e adottare uno stile più movimentato che al principio ti sembrerà folle, ma non appena ti ci sarai abituato ne assaporerai il pieno significato e l’incredibile bellezza.” Inni a vivere e alla vita pura, secondo natura e per la Natura.

Ciò che però segna l’apice della sua visione è sempre tra le righe della lettera che Chris lasciò a Ron, esortandolo ad agire: “non hai bisogno né di me né di nessun altro per portare questa gioia nella tua vita. È semplicemente lì che ti aspetta, che aspetta di essere afferrata, e tutto quello che devi fare è tendere la mano per prenderla.”

Siamo noi protagonisti del nostro cammino, che si sviluppa quando da soli imbocchiamo la strada, ed evolve in felicità quando ne condividiamo il senso con gli altri.

Come infatti egli stesso scrive, in punto di morte

“la felicità è reale solo quando condivisa”.

Christopher McCandlessViaggiatore visionario
Emanuele Repola

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