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Fare trekking sotto una pioggia scrosciante ha il suo fascino. L’ambiente si circonda di un’elettricità che è percepibile ad ogni passo, le preoccupazioni che crescono nella mente vengono dissipate dal piede fermo e dalla consapevolezza che il temporale è solo un fenomeno passeggero, destinato a passar oltre nel giro di qualche ora. C’è però una regola di fondamentale importanza che non va mai sottovalutata. Una regola dettata dall’esperienza maturata negli anni in cui, più di una volta, siamo stati colti in pieno dalla pioggia: “Non esiste buono o cattivo tempo, ma solo un buono o cattivo equipaggiamento”.

La scelta di mettersi in cammino, al netto degli imprevisti temporali estivi, può avere motivazioni stoiche o di necessità. Che ci si ritrovi ad affrontare un trekking di più giorni o che lo si scelga per il gusto puro dell’avventura, camminare sotto la pioggia richiederà innanzitutto la consapevolezza di ciò che si affronterà, ovvero l’impossibilità di non uscirne asciutti e la possibilità, inversa, di riuscire sempre a limitare i “danni”.

Solo quando avremo la giusta consapevolezza dei nostri mezzi e delle nostre conoscenze, riusciremo ad affrontare con serenità ogni trekking. State tranquilli, non usciremo mai da un temporale allo stesso modo di come ci siamo entrati, anche se rivestiti di goretex fino alle mutande. Tuttavia sarà solo grazie ad una corretta scelta dell’attrezzatura e dell’abbigliamento per la pioggia che si riuscirà ad evitare drammi ed ipotermia.

Hike giornaliero. Come scegliere l’abbigliamento e l’attrezzatura per la pioggia

Quando ci ritroviamo a programmare il nostro hike giornaliero, consapevoli della pioggia che potremmo incontrare, i must have saranno innanzitutto un impermeabile ed un valido coprizaino, essenziali a mantenere il giusto confort durante tutta l’escursione. Basta? Certo che no. In montagna le condizioni climatiche subiscono mutamenti troppo rapidi e ad un semplice acquazzone si legherà sempre un calo termico, pertanto sarà necessario esser provvisti di un adeguato cambio d’abbigliamento, da lasciare in auto, e di un adeguato paio di scarpe che permettano al piede di rimanere all’asciutto o quasi perché, per quanto possa impegnarti, l’acqua entrerà comunque all’interno dello scarpone.

Sulla scelta dell’impermeabile, lascia perdere i consigli poco pratici di chi ti indicherà il classico poncho lungo o qualsiasi mantella che limiti i movimenti e la vista. Incontrare un terreno scivoloso o delle rocce bagnate richiederà impegno e concentrazione, non sarà dunque possibile lasciar spazio a scomodi impermeabili che ti faranno incrociare i piedi e cadere con la faccia nel fango. Punta su gusci leggeri, che arrivino in vita o poco più lunghi, idrorepellenti ed impermeabili. Occhio, al guscio accompagna un coprizaino che preservi macchine fotografiche, videocamere e tutto ciò che non è progettato per vivere sotto l’acqua.

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Sotto la pioggia in un trekking di più giorni

Quanto descritto per l’hike giornaliero vale sempre per trekking più lunghi, ma di certo non è sufficiente poiché non sarà necessario solo rimanere il più asciutto possibile ma anche, e soprattutto, sarà necessario riuscire a trovare la soluzione più adatta ad asciugarsi il prima possibile. Se non dovessi riuscirci le conseguenze potrebbero esser più complesse e comporterebbero un indebolimento quasi totale del fisico. I piedi andrebbero incontro a vesciche, i muscoli ed il corpo all’ipotermia, e soprattutto rischierai di perdere la giusta dose di positività, arma vincente per attraversare chilometri sotto la pioggia.

Quale abbigliamento scegliere dunque?

Scarponi in goretex ed un paio di pantaloni impermeabili faranno sempre la differenza, ma è opportuno avere nello zaino un ulteriore paio di pantaloni di riserva e dei sandali leggeri da indossare quando avrai raggiunto la tappa della giornata e potrai finalmente asciugare l’abbigliamento completo.

Provvedi inoltre a portare con te il giusto ricambio intimo (t-shirt, calze, mutande) ed una coppia di pile di differente spessore, così da riscaldare al meglio il fisico ed esser pronto a rimetterti in cammino quando la pioggia passerà via.

Dovrai infine preservare tutto il contenuto dello zaino, se non vorrai rischiare di bagnare sacco a pelo, attrezzature elettroniche ed i ricambi di abbigliamento. Aggiungi al coprizaino dei sacchi in plastica, come quelli per i rifiuti, e infila all’interno di essi tutto il contenuto dello zaino, ne varrà la pena, vedrai.

Come pianificare il giusto itinerario in caso di temporali o acquazzoni

La pioggia cadrà sempre finché la Terra resterà il pianeta che conosciamo, e sebbene i cambiamenti climatici viaggiano a velocità finora inimmaginabili, non potremmo rinunciare a prescindere a metterci in cammino. Cosa saggia sarà invece la pianificazione del giusto itinerario che, al di là delle consultazioni meteo, dovrà concentrarsi sul dove andremo a muovere i passi in caso di pioggia.

Occorrerà valutare i disagi e i pericoli ai quali andremo incontro, quali sentieri metteranno a dura prova il nostro spirito e quali ci condurranno ad un epilogo nefasto. Cartina alla mano, o il sacrosanto Wikiloc offrono infinite possibilità di movimento sugli altrettanto infiniti sentieri che potremmo attraversare, pertanto sii saggio, evita di camminare nei pressi di corsi d’acqua che ingrossandosi per le piogge possano ingoiarti letteralmente, non risalire canaloni ed evita di percorrere sentieri che si sviluppano sotto pareti rocciose, gli smottamenti e le frane sono più frequenti di quanto immagini.

Allontanati dai sentieri complessi fatti di roccette e creste che vengono resi scivolosi dalla pioggia e presta attenzione ai valloni ed alle radure in cui gli accumuli d’acqua e fango possano bloccarti. Cerca invece i sentieri che si sviluppano nei boschi, in cui il terreno e gli alberi contribuiscono al drenaggio delle acque.

Vado nel bosco anche se diluvia?

Assolutamente no, anzi, qualora venissi colto da un improvviso temporale, come quelli estivi, accelera il passo, corri se necessario nella direzione opposta al temporale o scendi di quota se ti trovi su creste o cime o dove la possibilità di una scarica di fulmini si amplifica. Se sei in un vallone accovacciati sullo zaino e limita il contatto con il terreno.

Se in gruppo, distanziatevi così da non generare il calore necessario ad attirare una scarica di elettricità e guai a usare teli termici per scaldarti poiché propagano anche questi correnti, allontana oggetti metallici e spegni ogni apparecchio elettronico. Se scegli di riparare in una grotta sta lontano da pareti e soffitto, e se sei in un bosco entra nel fitto della vegetazione anziché ripararti al di sotto di un albero isolato. Ma soprattutto ricorda, se il tempo tra un lampo e il tuono è inferiore a 20 secondi allora il temporale è in avvicinamento.

Con questo speriamo di non aver definitivamente spento la voglia di metterti in cammino, anzi, misura le tue paure col tempo e maturerai la giusta esperienza che aiuterà a vivere al meglio il trekking che dovrai completare. Piove da prima che l’essere umano si mettesse in cammino!

Emanuele Repola

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