Le scarpe, queste sconosciute

Non è quanto è figa ma quanto funziona allo scopo. Senza questa regola basilare, qualsiasi scarpa sceglierai sarà un flop. Durante le prime esperienze abbiamo misurato in vesciche, dolore e sofferenze ogni scelta sbagliata, ma è attraverso l’esperienza che oggi possiamo dire quanto sia fondamentale vestire il piede con la sua scarpa giusta.

Partiamo dalla tipologia di percorso che andremo a fare. Prato erboso, in piena estate, terreni rocciosi e infangati dalle piogge autunnali o ghiaccio e neve con ramponi e ciaspole sono elementi chiave nella scelta del paio di scarponi da trekking. Il clima, come la durata della camminata, influenza il nostro passo e dunque determinano la riuscita o meno di un trekking. Tuttavia, per quanto potremmo ascoltare consigli o leggere recensioni, nulla vale meglio di una prova pratica in un negozio specializzato. Alle differenti tipologie ed usi, va inoltre considerato come i piedi si differenzino da persona a persona, rendendo praticamente impossibile identificare la scarpa perfetta.

Ma allora quali caratteristiche vanno ricercate?

Comfort. Traspirabilità e impermeabilità. Leggerezza. Performance. Sono queste le parole chiave da imprimere nella mente, o provare a ricordare almeno quando saremo davanti alla scelta del nostro nuovo paio di scarpe.

Con il tempo, abbiamo imparato a capire l’esigenza di avere in repertorio almeno due paia di scarpe per rispettare le esigenze, uscita dopo uscita. Un buon corredo permette infatti di poter usufruire di una scarpa pesante, rigida e con una buona fasciatura alle caviglie, che isoli dal freddo e da acqua e gelo, ideale per i trekking invernali, con ciaspole e ramponi. E di una scarpa più leggera, che mantenga resistenza agli urti ma allo stesso tempo, traspirante e che permetta maggior libertà di movimento.

Nelle nostre esperienze ci ripetiamo spesso di quanto sia importante nella vita abbandonare le zone confort che ci ovattano la quotidianità. Ma con i nostri scarponi, il confort è davvero un elemento essenziale.

Avere al piede un paio di scarpe che dia libertà alle punte di potersi muovere, tenendo ben saldo il tallone ed impedendo quei fastidiosi movimenti laterali che mettono a rischio le caviglie, è un benessere al quale non si può rinunciare durante un’escursione, di qualunque sia la difficoltà o la durata.

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Come valutare al meglio una scarpa?

Per valutare al meglio una scarpa piuttosto che un’altra, occorre senz’altro conoscere ogni dettaglio ed ogni componente. Dalla tomaia alla suola, ogni elemento gioca un ruolo chiave per il benessere dei piedi durante un’escursione. Ma di cosa parliamo esattamente?

  • La Tomaia è la parte superiore della scarpa. Protegge e supporta il piede. Dev’essere abbastanza alta da non stringerlo eccessivamente, ma allo stesso tempo non deve nemmeno essere troppo larga perché altrimenti concederebbe troppo movimento e causando vesciche e bolle sulla pelle.
  • La Suola è antiscivolo e rigida. Il motivo principale della durezza della suola è dovuta alla necessità di dare grip e attrito ad ogni passo del piede, garantendo di fatto una vera e propria presa al suolo che determina il successo di una camminata.
  • La Linguetta è situata al di sotto delle stringhe ed è fondamentale per impedire che terra, sassi e altri detriti entrino nella scarpa mentre si cammina.
  • Le Stringhe sono semplicemente i lacci ed hanno la funzione di stringere e avvolgere la scarpa al piede, impedendo così i movimenti del piede e della caviglia. Per questo motivo è sempre meglio portarsi dietro un paio di stringhe di ricambio quando si va a fare escursionismo.
  • Fodera e imbottitura sono due elementi che non solo garantiscono la comodità del piede e della caviglia all’interno della scarpa, ma li proteggono. Scegliete dunque scarpe da escursionismo con un’imbottitura in schiuma, perché è più resistente della gommapiuma.
  • La Soletta:detta anche plantare, si tratta della parte interna della scarpa sulla quale poggia il piede. Per evitare problemi anche gravi a lungo termine, è fondamentale che la soletta della scarpa da trekking sia anatomica e fissa.
  • Mettiamoci in marcia.

    Una volta acquistato un nuovo paio di scarpe da trekking per la tipologia di trekking d fare, non resta che mettersi in marcia, ricordando che attraverso l’uso continuo le nostre scarpe andranno incontro a deformazioni e danneggiamenti che invecchiandole diminuirebbero le performance, dunque è bene ricordarsi di tenerle costantemente pulite e sottoposte ad un’adeguata “manutenzione”.

    Ora zaino in spalla e via!

    Emanuele Repola

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